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Punti di attracco: partiamo dai fatti.

Il Lago al Centro, seguendo e applicando la propria metodologia di lavoro, si è rivolto direttamente al geometra Fabio Duca, tecnico dell’Unione dei Comuni, che ringraziamo per aver fornito chiarimenti sui lavori in corso in questi giorni in prossimità di alcuni punti di attracco e manovra dei traghetti destinati alla navigazione pubblica.

Partire dai fatti è sempre la strada migliore, se non l’unica, da intraprendere, evitando inutili e sterili polemiche che tutto fanno fuorché portare benefici al Trasimeno.

Cosa sta succedendo in questi giorni?

I lavori si sono resi necessari a seguito di espressa richiesta di BUS Italia, che li ha posti come condizione indispensabile per garantire la ripresa delle corse di pubblico servizio, senza dover utilizzare traghetti più piccoli né ricorrere a corse a capienza contingentata.

Gli interventi, da effettuare con urgenza prima della ripresa del servizio di navigazione per la stagione 2026, sono motivati dal concreto rischio di arenamento dei traghetti in prossimità dei punti di attracco. Tali lavori riguardano, nello specifico, i punti di attracco e manovra presso i pontili di Castiglione del Lago, Isola Maggiore, San Feliciano e Isola Polvese.

Le opere verranno eseguite con i mezzi ritenuti più idonei dal punto di vista tecnico — bettolina ed escavatore galleggiante — trattandosi di interventi circoscritti ad aree molto piccole, con pochi metri cubi di materiale da spostare, che non giustificherebbero, in termini di tempi e costi, l’utilizzo di altre modalità. Inoltre, qualora il livello delle acque dovesse scendere ulteriormente, potrebbe rendersi necessario intervenire nuovamente con le stesse modalità durante la stagione.

Oltretutto, la possibilità di dover ripetere l’intervento nel corso della stagione potrebbe verificarsi anche qualora si operasse con draghe, poiché mancando le alghe che trattengono i sedimenti del fondale; quest’ultimo in seguito alle azioni del vento e delle correnti si sposterebbe comunque anche in caso di dragaggio.

Ricordiamo che sul Trasimeno sono presenti alcune draghe, ma attualmente non risultano utilizzabili in quanto necessitano di manutenzione all’apparato aspirante; inoltre, il loro impiego comporterebbe l’apertura di veri e propri cantieri, con tempistiche e costi non compatibili con l’urgenza dell’intervento. Né l’Unione dei Comuni né la Regione Umbria dispongono di mezzi propri per eseguire lavori in acqua. Le draghe visibili a Passignano e Tuoro fanno capo a BUS Italia e, oltre a essere solo parzialmente utilizzabili, presuppongono quantità molto maggiori di materiale da rimuovere.

I lavori con le draghe, che nel breve torneranno a operare nelle acque del Trasimeno, riguardano invece le tre darsene dei pescatori (di Sant’Arcangelo e San Feliciano): intervento aggiudicato a una ditta privata tramite regolare gara pubblica, che eseguirà tali lavori con mezzi propri o a noleggio.

Ringraziamo l’Unione dei Comuni per le informazioni fornite: la conoscenza dei fatti chiarisce gran parte dei dubbi e consente di costruire una discussione basata su dati reali, senza strumentalizzazioni.

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