Isola Polvese, interventi necessari per la sopravvivenza delle attività e la fruibilità dell’isola!

In relazione ai recenti lavori di scavo dinanzi al pontile di Isola Polvese, nell’ambito dei quali i materiali escavati antistanti il molo sono stati riversati in acqua a qualche centinaio di metri di distanza, vogliamo fornire un chiarimento di natura tecnica sugli interventi attualmente in corso.

Come sempre facciamo, anche in questo caso, come movimento “IL LAGO AL CENTRO”, abbiamo chiesto ai tecnici direttamente interessati spiegazione sulla natura degli interventi. Questo per continuare ad agire secondo le nostre modalità che sono finalizzate esclusivamente a fare chiarezza su quanto accade senza strumentalizzazioni inutili e dannose per il Lago Trasimeno.

Le lavorazioni rivestono carattere di estrema urgenza, determinato dal bassissimo livello idrico del lago, e riguardano l’approfondimento del fondale antistante la testa del pontile, al fine di garantire l’attracco dei traghetti del servizio pubblico in questi giorni caratterizzati da festività e maggiore afflusso (interventi richiesti da Busitalia e autorizzati con rilascio positivo delle valutazioni Vinca come da Determine Dirigenziali nr 2628/20226 e nr 3470/2026).

Contestualmente, sono in corso interventi di scavo all’interno del pontile coperto, indispensabili per consentire alle unità di servizio delle strutture ricettive operanti sull’isola lo svolgimento delle operazioni di carico e scarico, nonché il trasporto dei clienti delle strutture alberghiere.

Il primo intervento è finanziato con risorse del Commissario straordinario in quanto interessa gli approdi del servizio pubblico di linea. Il secondo è frutto di un finanziamento con fondi propri della Provincia di Perugia, nella sua veste di concessionario della struttura portuale.

In entrambi i casi si tratta di interventi di mitigazione dei bassi livelli del lago, con rimozione di modeste quantità di materiale (circa 1.000 mc a intervento) che non consentono, né economicamente né tecnicamente il ricorso a operazioni di dragaggio tradizionale mediante l’impiego di una draga.

Dal punto di vista operativo, infatti l’impiego di una draga risulterebbe estremamente complesso: la ridotta profondità dei fondali imporrebbe l’avvio delle operazioni da distanze maggiori, con conseguente incremento dei costi.

Sotto il profilo ambientale, l’area in questione ricade in un sito tutelato dalla rete ecologica europea Natura 2000, istituita ai sensi della Direttiva Habitat 92/43/CEE e della Direttiva Uccelli 2009/147/CE. Tali normative impongono stringenti misure di tutela degli habitat e delle specie, limitando fortemente le attività che possono alterare l’equilibrio ambientale.

In particolare, le prescrizioni vigenti vietano il deposito dei materiali di dragaggio (fanghi) in prossimità della linea di costa, prevedendo il divieto di sversamento entro una fascia di rispetto dalla battigia (indicativamente pari a circa 25 metri), non ché sull’isola stessa. Ciò implica che i sedimenti rimossi non possano essere, come avveniva in passato, depositati sull’isola, ma debbano essere gestiti, trasportati e conferiti in siti autorizzati.

Nel caso specifico, l’impossibilità di gestire i fanghi sull’isola comporterebbe la necessità di pompaggio e trasferimento verso approdi attrezzati sulla terraferma, quali San Feliciano o Sant’Arcangelo, con un significativo aggravio dei costi logistici e operativi.

Si precisa inoltre che, durante l’intero arco dei lavori, in entrambi gli interventi sono state rispettate le prescrizioni impartite dalla Regione Umbria Servizio Foreste, montagna, sistemi naturalistici e valorizzazione aree protette, bonifica e irrigazione e integralmente riportate nelle sopra citate Determinazioni Dirigenziali. In particolare sono effettuati rilievi con droni dei fondali delle aree di sversamento ante opera, al fine di verificare eventuali presenze di macrofite ed è stato eseguito un monitoraggio continuo di tutte le fasi di sversamento succedutesi nei giorni lavorativi.

Tali verifiche non hanno evidenziato alcuna criticità, confermando la correttezza delle modalità operative adottate.

Alla luce di tali vincoli – economici, tecnici e normativi – le modalità operative adottate rappresentano la soluzione più sostenibile e compatibile con il quadro normativo vigente, consentendo al contempo di rispondere alle esigenze urgenti di funzionalità e sicurezza del pontile.

Aggiungiamo che, sempre sul fronte degli interventi in regime di emergenza, è in corso di valutazione un’analoga operazione presso l’imboccatura della darsena sud di San Feliciano. Qui, a causa del livello idrometrico estremamente basso e del progressivo accumulo di sedimenti, il fondale nel canale di accesso e in prossimità dell’ingresso presenta profondità ridotte fino a circa 30–40 cm, con situazioni in alcuni punti prossime all’emersione.

Su questa criticità, la Lega Navale Italiana Sezione Lago Trasimeno, il Club Nautico San Feliciano ASD e la Provincia di Perugia (soggetti gestori della darsena), congiuntamente, hanno già trasmesso una formale richiesta di intervento alla Regione Umbria e all’Unione dei Comuni del Trasimeno, evidenziando l’urgenza di operazioni di scavo per evitare il definitivo collasso della darsena e garantire la continuità delle attività nautiche e dei servizi pubblici.

Questa condizione sta infatti già compromettendo gravemente la fruibilità della darsena e rischia, nel brevissimo periodo, di bloccare completamente le oltre 120 imbarcazioni a motore insieme alle circa 50 barche a vela già intrappolate da più di 4 anni, oltre a impedire l’utilizzo di mezzi pubblici e di servizio. Infatti, risultano attualmente inutilizzabili anche imbarcazioni della Provincia di Perugia, tra cui il battello “Della Pasqua Carnevali DC10”, che potrebbe invece rappresentare un importante supporto logistico per eventi sul lago.

Un eventuale intervento, quindi, consentirebbe non solo di ripristinare la navigabilità, ma anche di rendere nuovamente operativo il battello provinciale in vista di importanti manifestazioni come “L’Isola di Einstein”, prevista per il 26, 27 e 28 giugno presso Isola Polvese.

Ad oggi, però, non esiste alcuna certezza che l’evento possa effettivamente svolgersi sull’isola. Le gravi criticità legate alla navigabilità e la mancata garanzia, da parte del servizio pubblico di linea (BusItalia), della piena operatività dei collegamenti tra San Feliciano e l’isola per tali date, rendono la situazione estremamente incerta e preoccupante, con il concreto rischio di danneggiare un appuntamento di grande valore per il territorio.

Vedere riversare fanghi nel lago non è certamente un bel vedere, ma stiamo parlando di quantità irrilevanti rispetto a un bacino di 128 km²: una pratica, peraltro, utilizzata da cinquant’anni e diffusa in laghi, lagune e paludi in Italia e in Europa. Tutti noi vorremmo poter utilizzare i fanghi diversamente, ma le leggi non lo consentono, e non lo consentiranno a nessun dirigente tecnico o politico indipendentemente dal colore, finchè non verranno fatte leggi specifiche per il Trasimeno.

Il vero allarme riguarda invece la scomparsa delle macrofite e il fatto che, nonostante la presenza di un commissario straordinario, a oggi sono state destinate pochissime risorse al Lago Trasimeno.

Noi continueremo a batterci per questo.

Continuate a seguirci!

Il Lago al Centro

4 Maggio 2026

Porto di Isola Polvese

Situazione prima dei lavori

Uno dei mezzi utilizzati per effettuare i lavori dentro al porto.

Dopo l’intervento, le barche di servizio sono tornate ad ormeggiare all’interno del porto.

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