Il Trasimeno sempre al centro del dibattito: il lago al centro, cittadini e istituzioni a confronto

Castiglione del Lago, 24 aprile 2026 – Un’altra tappa nei territori per un confronto aperto, partecipato e concreto sul futuro del Lago Trasimeno. È questo il cuore dell’incontro pubblico promosso dal movimento “Il Lago al Centro”, che si è svolto presso Palazzo della Corgna, con l’obiettivo di fare il punto sui principali interventi in corso e sulle criticità ancora irrisolte.
L’iniziativa, inserita in un ciclo di incontri territoriali, ha visto la presenza di cittadini, tecnici e rappresentanti istituzionali, tra cui il sindaco Matteo Burico, intervenuto anche in qualità di rappresentante dell’Unione dei Comuni. Al suo fianco, il geom. Stefano Merlini e il geom. Fabio Duca, direttamente coinvolti nella gestione tecnica di alcune opere sul lago.
Partendo dalla disamina del metodo di lavoro del movimento “Il Lago al Centro”, fondato su un approccio concreto, tecnico e orientato ai risultati, il movimento ha ribadito la necessità di partire dai fatti, evitando polemiche sterili e concentrandosi su dati verificabili e contributi qualificati. Centrale è anche la visione di lungo periodo: ogni intervento viene considerato come parte di un percorso più ampio che richiede continuità, monitoraggio e pianificazione strategica. Fondamentale, inoltre, è il supporto di tecnici ed esperti per garantire un’analisi corretta delle problematiche. In questo contesto, il lago viene interpretato come un ecosistema complesso, in cui, ambiente, attività economiche, infrastrutture e gestione delle risorse idriche sono strettamente interconnesse e devono essere affrontate in modo integrato.
Proprio in relazione a ciò, nel suo intervento di apertura, il sindaco Matteo Burico ha richiamato l’esperienza dell’evento “Ogni goccia conta”, promosso dallo stesso movimento l’8 e 9 novembre scorsi, sottolineando come quell’occasione abbia rappresentato un momento di svolta. A seguito di quell’iniziativa, infatti, l’Unione dei Comuni si è riunita prendendo spunto dagli interventi degli esperti, con l’obiettivo di individuare una soluzione strutturale alle problematiche legate alla manutenzione del Lago Trasimeno. In questo contesto, i sindaci hanno avviato una riflessione sull’istituzione di un consorzio dedicato alla gestione delle manutenzioni, sia del bacino imbrifero sia delle aree lacustri. Una scelta motivata anche dalla crescente consapevolezza della necessità di affrontare i vincoli normativi che insistono sul territorio, tra cui quelli legati alla rete Natura 2000 (direttiva Habitat, SIC, ZPS e ZSC). Secondo quanto evidenziato, strumenti come un consorzio ben strutturato e il rafforzamento del ruolo del Parco potrebbero rappresentare soluzioni efficaci per rendere finalmente sistematica e continuativa la manutenzione del lago, riuscendo a operare anche all’interno di un quadro normativo particolarmente complesso.
Nel corso della serata, uno dei portavoce del movimento ha inoltre riportato le parole dell’architetto Gilda Rosati (responsabile in Umbria della Struttura Commissariale), annunciando la nomina del nuovo commissario straordinario per la gestione della crisi idrica del Lago Trasimeno, Francesco Ciciliano. La nomina, prevista fino al 30 giugno, è stata accolta con una certa perplessità per la sua durata limitata, ma anche con cauto ottimismo alla luce dello stanziamento previsto, pari a circa 3–3,5 milioni di euro, destinati a sostenere e proseguire gli interventi emergenziali attualmente in corso.
Tra gli argomenti principali affrontati durante la serata, ampio spazio è stato dedicato ai lavori di dragaggio delle tre darsene a Magione, che verranno effettuati integralmente con una nuova draga e non con escavatori, agli interventi sulle isole, alla gestione delle risorse idriche e al progetto di adduzione dal sistema Montedoglio. Secondo quanto emerso, sono attualmente in corso analisi sulla qualità dell’acqua immessa nel lago: qualora venisse confermata l’assenza di specie aliene, si potrebbe procedere con l’apertura della condotta di Paganico con una portata di 800 litri al secondo, senza necessità di filtrazione così complessa, ma con l’utilizzo del solo bacino di compensazione.
Parallelamente, proseguono gli interventi sul canale del Maranzano, fondamentale per il corretto apporto idrico al lago, con lavori ormai in fase avanzata e prossimi al completamento.
Aggiornamenti positivi riguardano anche Isola Maggiore, dove sono stati effettuati interventi per migliorare l’attracco dei traghetti e consentire l’accesso ai mezzi di soccorso e manutenzione. Questi ultimi (mezzi di movimentazione terra) saranno fondamentali per intervenire finalmente sulla frana che ha interrotto il percorso di San Francesco, con l’obiettivo di riaprirlo a breve. Contestualmente verrà rifatta l’illuminazione e la pavimentazione dei pontili. È stata inoltre annunciata una delibera dell’Ispettorato di Porto che istituirà un punto di carico e scarico riservato agli operatori economici e ai residenti, al fine di facilitare le operazioni rese particolarmente difficoltose dal basso livello delle acque. Permangono invece forti criticità per le due darsene pubbliche a lato del pontile, che con l’attuale livello idrico risultano già non fruibili.
Per Isola Polvese, invece, sono stati annunciati interventi di approfondimento dei fondali all’interno del porto coperto, con l’obiettivo di garantire condizioni adeguate alle attività economiche (alberghiere e di ristorazione) presenti sull’isola, ma che non risolveranno il problema per gli approdi ai diportisti privati. Si cercherà anche di ripristinare l’approdo della motonave “grifone” così da consentire anche alla Polvese l’arrivo di merci e mezzi da lavoro.
Sul fronte ambientale, è stata espressa preoccupazione per la perdita della vegetazione lacustre. Sebbene sia stato evidenziato come gli attuali interventi di approfondimento dei fondali effettuati con escavatore in prossimità dei punti di attracco dei traghetti non abbiano effetti rilevanti sulla torbidità dell’acqua, il movimento ha lanciato un forte allarme per la scomparsa delle macrofite, elementi fondamentali per l’equilibrio dell’ecosistema lacustre per esempio per la fase di riproduzione dei pesci. Si tratta di un fenomeno nuovo per il Trasimeno, a nostro avviso sottovalutato in quanto potrebbe avere impatti rilevanti sulla biodiversità. La totale assenza di alghe favorisce il movimento del fondale che negli ultimi tempi ostruisce le imboccature delle darsene ostacolando la navigazione. Questo spiegherebbe perché con il lago anche più basso alcuni anni fa si navigava regolarmente.
È stata inoltre affrontata la questione dei chironomidi, da tempo motivo di criticità soprattutto per il settore della ristorazione. A tal proposito, sono state annunciate misure di contenimento basate su metodi biologici, la cui attuazione è prevista a partire dalla fine del mese. Il Sindaco Matteo Burico ha puntualizzato che la disinfestazione avviene con prodotti biologici, unici consentiti, e che la loro efficacia è molto modesta.
Le criticità di Isola Polvese sono emerse anche nei giorni successivi dove diverse associazioni ci hanno contattato preoccupate per il collegamento pubblico e per lo stato dell’unica darsena aperta a San feliciano. Parliamo del Porto nuovo che ospita circa 200 imbarcazioni vela/motore quasi tutte bloccate da anni, comprese alcune imbarcazioni della Provincia di Perugia e dei vigili del fuoco che si sono dovuti spostare. 2 dei 5 pontili sono gestiti dalla Lega Navale Italiana che al momento si vede tagliata fuori dall’organizzazione di eventi dedicati a ragazzi con disabilità. Le attività dell’Isola Polvese fanno capo a quella darsena da dove partono merci e persone ogni giorno. Il rischio di impraticabilità è alto e un’intervento d’urgenza è ormai necessario.
“Il cammino sarà lungo, ma è appena iniziato”, hanno sottolineato i promotori, ribadendo il ruolo centrale dei cittadini e la necessità di un impegno condiviso per la tutela e il rilancio del Lago Trasimeno.
