IL FUTURO E’ ADESSO – Il movimento non si ferma e va in trasferta a L’Aquila

Dopo il successo di partecipazione e i riscontri positivi da parte di chi era presente all’evento OGNI GOCCIA CONTA! svoltosi a San Savino il 7 e 8 Novembre scorso e soprattutto per il fatto che tecnici, studiosi e politici sono rimasti connessi tra loro per affrontare i temi Lago Trasimeno, ci siamo incamminati verso l’Aquila, invitati a partecipare ad un importante evento organizzato dalla Regione Abruzzo dal titolo IL FUTURO E’ ADESSO – XIII tavolo nazionale dei contratti di fiume svoltosi il 20 e 21 Novembre 2025.
L’invito a partecipare è arrivato dal Geologo Endro Martini, che ringraziamo, esperto in contratti di fiume che ci ha contattato dopo il nostro evento e dall’Architetto Riccardo Picciafuoco del Parco del Conero e relatore della terza tavola rotonda a San Savino.
Parlare di Trasimeno significa per noi intervenire subito con una mano con azioni rapide di dragaggio, pulitura sponde, liberare canali di scolo, rimuovere pesci morti ed altro ma con l’altra mano guardare al futuro, alla sua gestione sistematica definendo prima di tutto chi seguiterà questi interventi di manutenzione ma poi anche chi e come affronterà nuovi progetti di adduzione, insomma chi si prenderà cura del territorio al fianco dei cittadini.
Al convegno abruzzese, abbiamo trovato tanta Umbria, sia nei discorsi che nelle persone presenti e il nostro “inviato speciale” Patrizio Tancetti ci ha redatto questo report:
“Ieri siamo stati a L’Aquila, città martoriata dal terremoto dell’aprile 2009, dove moltissimo è stato fatto, ma molto ancora c’è da fare in termini di ricostruzione.
Siamo stati ospiti del XIII Tavolo Nazionale dei Contratti di Fiume (https://www.a21fiumi.eu/).
L’evento è stato organizzato nelle giornate del 20 e 21 novembre 2025 nel capoluogo abruzzese:
“IL FUTURO E’ ADESSO” per una gestione sostenibile delle acque, dei corsi dei fiumi e dei territori. Tanto è bastato per farci salire in macchina ed arrivare a L’Aquila per capire che cosa sono questi “contratti di fiume” e di cosa si parla al XIII TNCdF.”
I contratti di fiume nascono in Francia negli anni ’80, in Italia nel 2007 ed il primo TNCdF viene organizzato ad Umbertide (PG) il 4 ottobre 2008, ma di “questi” CdF ci piace la partecipazione di tutti gli attori dei territori interessati sia politici che privati, ma soprattutto ci piace che le idee e progetti vengano valutati CON le Comunità e non PER le Comunità, questo è lo spirito che muove il nostro movimento e quindi altro buon motivo per muoverci verso L’Aquila.
(Patrizio Tancetti, inviato del Movimento Il Lago Al Centro)
Trascrivo di seguito il manifesto del XIII TNCdF:

“…Il Tavolo Nazionale dei Contratti di Fiume (TNCdF) nasce nel 2007, nello stesso anno nel quale viene firmato il Trattato di Lisbona, dal quale trae l’assunto che “Le decisioni siano prese nella maniera il più possibile aperta e vicina ai cittadini”.
Dal 2007 a oggi intorno al TNCdF si è sviluppata una comunità di “pratica e apprendimento” la cui azione è finalizzata a migliorare la cultura e la gestione dell’acqua e dei territori fluviali in Italia, dando un ruolo attivo alle comunità.
Le comunità esistono in quanto si basano sulla riappropriazione della dimensione etica dell’abitare, dell’essere “famigliare con il mondo”, “dell’esserci per aver cura” (Heidegger M.), in un processo che si manifesta attraverso la ricerca di nuovi paradigmi, valori, norme e regole operative per la gestione del bene comune, le sfide climatiche, la tutela della natura, la qualità dell’acqua, la difesa dal rischio idrogeologico, l’energia, l’agricoltura e la gestione forestale, la conservazione dei beni culturali, ecc.
In Italia ad oggi i quasi 300 Contratti di Fiume attivi, di cui 102 sottoscritti, stanno dimostrando come si possono portare le politiche pubbliche alla scala locale mettendo al centro gli obiettivi ambientali, ma anche l’occupazione e la creazione di posti di lavoro, dimostrandosi una risorsa preziosa per il nostro Paese. Il XIII Tavolo Nazionale riunisce a L’Aquila la Comunità dei Contratti di Fiume per fare il punto sui risultati raggiunti le sfide da affrontare e definire le proposte concrete che ne guideranno l’azione.
“Il futuro è adesso” prendiamoci le nostre responsabilità, è tempo di agire….”
L’evento, patrocinato dal Ministero dell’Ambiente, da Federparchi, dall’Ass. Nazionale dei Consorzi di Bonifica, dall’UNESCO, dall’Autorità di Bacino dell’Appennino e da altri enti, ha visto una numerosa partecipazione da tutt’Italia, più di 150 iscritti e numerosi relatori (coordinatori TNCdF-Politici-Universitari-Tecnici-Istituzioni) che hanno partecipato alle diverse tavole rotonde che si sono susseguite durante le due giornate di lavori (https://www.contrattidifiume.it/.galleries/pubblicazioni/XIII-TNCDF-LAquila_20_21-nov_2025.pdf).
I CdF, fino a ieri “teorici”, laddove sono stati sottoscritti hanno contribuito a cambiare concretamente il territorio, raggiungendo una maggior coesione sociale/economica dei territori, riducendo i conflitti locali.
Oggi i CdF sono entrati anche nelle università con un master “Manager della transizione ecologica e dei contratti di fiume”.
I CdF permettono di guardare oltre la straordinarietà, valutando gli scenari di rischio sulla base delle conoscenze scientifiche e di una attenta pianificazione di interventi sul territorio gestendo in modo ordinario, l’ambiente, il suolo, le acque ed il dissesto idrogeologico causato.
L’uomo non può da solo portare avanti una “relazione asimmetrica” con la natura, la sua “finitezza” impone la connessione con la natura stessa, questi due soggetti non possono fare a meno l’uno dell’altro ha concluso un relatore sull’ETICA.”
(Temi importanti che potrete approfondire sui siti indicati e cercando sul WEB le relazioni post-evento che verranno pubblicate.)
A noi del movimento questo argomento interessa, e lo vogliamo mettere in parallelo con i “Consorzi di Bonifica”.
Perché Il contratto di fiume o LAGO è uno strumento di programmazione strategica e negoziata che persegue la tutela e corretta gestione delle risorse idriche, la valorizzazione dei territori in presenza di specchi o corsi d’acqua unitamente alla salvaguardia dal rischio idraulico, contribuendo allo sviluppo locale. Emerge il concetto di riqualificazione del bacino che è inteso nell’accezione più ampia e riguarda tutti gli aspetti paesistico-ambientali-antropologici così da concorrere, volendo, anche ad altri strumenti di attuazione richieste dalla politica comunitaria.
Cercheremo di tenervi informati, intanto vi consigliamo ancora di rivedere la terza sessione dei lavori “Ogni goccia Conta!” e vi anticipiamo che i contratti di lago gia esistono, per esempio in Piemonte (lago di Orta), per ora vi mattiamo la loro definizione e vi invitiamo anche qui a cercare in rete altre informazioni.
https://www.regione.piemonte.it/web/temi/ambiente-territorio/ambiente/acqua/contratti-fiume-lago
La definizione di “Contratti di Lago”
I “contratti di lago” sono strumenti di programmazione strategica negoziata, volontaria e partecipata, volti a gestire in modo integrato la risorsa idrica e il territorio di un bacino lacustre. Essi promuovono la riqualificazione ambientale e paesaggistica, la mitigazione del rischio idrogeologico, la tutela degli ecosistemi e il raggiungimento di obiettivi di sostenibilità, coinvolgendo soggetti pubblici e privati interessati.
Cosa sono e a cosa servono
- Strumento di gestione integrata: Definiscono un quadro di pianificazione e gestione che va oltre il singolo comune, abbracciando l’intero bacino idrografico del lago.
- Processo partecipativo: Coinvolgono una vasta gamma di soggetti (enti locali, associazioni, imprese, cittadini) che collaborano per definire un piano d’azione condiviso.
- Obiettivi: Hanno come scopo la tutela e la valorizzazione del lago e del suo territorio, la mitigazione dei rischi idraulici e idrogeologici, il miglioramento della qualità delle acque e la salvaguardia degli ecosistemi.
- Contributo alle direttive europee: Aiutano a raggiungere gli obiettivi delle direttive europee sulle acque e sulle alluvioni.
Come funzionano
- Accordi volontari: Sono accordi volontari basati sulla collaborazione tra i vari attori coinvolti.
- Documento strategico: Si formalizzano attraverso un “Documento Strategico” che definisce scenari a medio-lungo termine.
- Programma d’azione: Prevedono un “Programma d’Azione” dettagliato, con obiettivi, attori, impegni, tempi, modalità attuative e risorse necessarie.
- Monitoraggio: Le azioni e i risultati vengono monitorati periodicamente, consentendo eventuali aggiornamenti o la revisione del programma.

Un particolare ringraziamento a Patrizio Tancetti per l’ennesimo contributo al nostro Movimento.
Il Portavoce del movimento IL LAGO AL CENTRO
Lago Trasimeno, 25 Novembre 2025

Chi è Endro Martini: Geologo Ambientale, ha lavorato 33 anni presso la struttura Geologica della Regione Umbria, si è occupato anche dei progetti di adduzione dalla Valdichiana e dal Niccone verso il Trasimeno ed ha lavorato sulla legge delega alla Provincia di Perugia.
Segue il Tavolo Nazionale Contratti di Fiume fin dall’inizio, è molto attivo e competente su questa materia, avendo partecipato alla creazione, ed essendo il coordinatore di numerosi contratti di fiume, insomma un volto noto a livello nazionale.
Conosce da vicino il lago ed è disponibile ad aprire un confronto serio con tutte le parti in causa che porti anche il Trasimeno ad avere un suo Contratto di Fiume/Lago.
Chi è Riccardo Picciafuoco: Architetto e Urbanista, Vicepresidente Parco del Conero. Ha contribuito in maniera determinante alla nascita del Parco del Conero e al suo sviluppo programmatico; ne è tuttora il vicepresidente ed ha una visione molto attenta alla tutela del territorio, ma anche ai bisogni dei cittadini e delle imprese che ci vivono e lavorano. Si batte contro “la stupidità” dei vincoli per trovare soluzioni condivise e sostenibili.
È inoltre membro fondatore ed uno dei maggiori esponenti del forum “Salviamo il Paesaggio” che contrasta il consumo di suolo dovuta alla cementificazione e promuove il riuso dei suoli già urbanizzati.

Non conosce ancora bene il Trasimeno, ma si è reso disponibile a studiarlo e a collaborare attivamente alla ricerca di soluzioni replicabili nel nostro territorio, come i Contratti di Fiume, già attivi da anni nel Parco del Conero. Anche lui, dunque, conosce i Contratti di Fiume, ma soprattutto conosce le regole dei Parchi Naturali: un tema che al Trasimeno è rimasto troppo a lungo chiuso in un cassetto e che rappresenta certamente uno dei nodi da sciogliere al più presto.
