Il Trasimeno verso un consorzio di bonifica?

Dopo l’evento “OGNI GOCCIA CONTA!” svoltosi nei giorni scorsi, il tema è sui tavoli e il confronto è partito per valutare se la sua istituzione sia la soluzione dei problemi di gestione del territorio.

Di cosa si occupa un “Consorzio di Bonifica”?

Un consorzio di bonifica si occupa della gestione delle acque e della difesa idraulica del territorio, attraverso la progettazione, la manutenzione ed il funzionamento delle opere di bonifica, come canali, fognature e impianti idrovori. Le sue funzioni principali includono la manutenzione del reticolo idrografico, la fornitura di acqua per l’irrigazione agricola e la difesa del suolo per prevenire rischi idrogeologici. 

Lo hanno spiegato bene i 2 relatori della seconda sessione dei lavori dell’evento “Ogni Goccia Conta!” infatti sia la Dott.ssa Candia Marcucci – Direttrice del Consorzio di Bonifica Umbra che l’Avv. Carlo Baldassarri – Direttore Consorzio Bonifica Valdichiana.

Questa la nostra sintesi, ma vi invitiamo ad ascoltare l’integrale della II° SESSIONE dal titolo: DEFINIRE UN’IDEA DI LAGO TRASIMENO cliccando qui

Durante questa sessione è emerso che l’apporto d’acqua da Montedoglio è molto importante, ma non è sufficiente da solo a risolvere la crisi idrica. La manutenzione dei fossi, dei canali e delle infrastrutture idriche pertanto è e resterà sempre indispensabile.

Secondo il moderatore Diego Zurli, gli interventi realizzati finora in carattere “emergenziale”, grazie all’operato del Commissario Nicola Dell’Acqua, sono stati fondamentali, concreti e significativi. Tuttavia, una volta esauriti i fondi messi a disposizione dalla struttura commissariale, come si potrà risolvere il problema? Come si potrà garantire un piano costante di manutenzione per il Lago Trasimeno?

La soluzione proposta è quella di includere il comprensorio del Trasimeno in un Consorzio di Bonifica.

A tal proposito, erano presenti in sala la dott.ssa Candia Marcucci e l’avv. Carlo Baldassarri, direttori rispettivamente del Consorzio di Bonifica dell’Umbria e del Consorzio di Bonifica della Val di Chiana. La dott.ssa Marcucci ha spiegato che la Legge Regionale 30/2004 prevede che l’intero territorio regionale sia suddiviso in consorzi di bonifica. Tuttavia, questa disposizione non è mai stata pienamente attuata, e l’AFOR (Agenzia Forestale Regionale) ha sopperito in quelle aree, come quella del Trasimeno, dove i consorzi non sono stati istituiti. Purtroppo, come si è potuto constatare negli anni, l’AFOR interviene raramente e realizza pochissime manutenzioni, poiché non dispone di mezzi e risorse adeguate. Inoltre, non essendo un ente economico, non ha fondi propri,ma vive degli stanziamenti — esigui — erogati dalla Regione Umbria. I consorzi di bonifica, invece, essendo enti economici, dispongono di una dotazione finanziaria autonoma, in quanto i consorziati versano un contributo proporzionale alla quantità di immobili posseduti (il contributo medio per chi possiede un appartamento di medie dimensioni varia tra i 15 e i 20 euro all’anno).

La dott.ssa Marcucci, che dirige il consorzio operante nel territorio della Valle Umbra, ha infine spiegato che i consorzi si occupano materialmente della realizzazione di grandi opere, della manutenzione di terza categoria e della gestione dell’irrigazione. Ha quindi concluso il proprio intervento presentando una panoramica degli ultimi lavori realizzati dal suo consorzio.

L’avv. Baldassarri è intervenuto dopo Diego Zurli, che, in qualità di ex dirigente di consorzi di bonifica del Nord Italia, ha sottolineato come tale modello organizzativo funzioni efficacemente in quelle regioni e rappresenti una valida soluzione anche per garantire la manutenzione costante del Lago Trasimeno. Parlando del Consorzio di Bonifica della Val di Chiana, l’avv. Baldassarri ha spiegato che, sui 90.000 ettari di superficie complessiva del consorzio, soltanto 15.000 si trovano in Toscana, mentre i restanti 75.000 ricadono in Umbria. Ha inoltre ricordato che il consorzio è già intervenuto più volte nel comprensorio del Trasimeno, pur non rientrando formalmente nel proprio ambito territoriale, poiché la Regione Umbria gli ha affidato tra gli altri interventi anche la manutenzione del fiume Nestore. L’avvocato ha poi ribadito l’anomalia della gestione da parte dell’AFOR, la quale, non percependo tributi diretti, non dispone di fondi per svolgere attività operative. Di conseguenza, l’AFOR non interviene direttamente, e la Regione affida i lavori al Consorzio della Val di Chiana.

È inoltre emerso che la Regione Umbria sta già valutando l’ipotesi di includere il territorio del Trasimeno all’interno del perimetro del Consorzio di Bonifica della Val di Chiana. In quest’ottica, dietro la corresponsione di un tributo minimo, il consorzio potrebbe garantire un’importante attività di manutenzione e di mitigazione del rischio idraulico. Il moderatore Zurli ha infine evidenziato che l’estensione del Consorzio della Val di Chiana al Trasimeno permetterebbe di riprendere le attività di manutenzione in tempi più rapidi, poiché la struttura è già presente sul territorio e dispone di personale e mezzi propri. L’alternativa sarebbe un consorzio unico per l’intera regione. Ad ogni modo una struttura operativa di tipo consortile garantirebbe interventi costanti di manutenzione, come la pulizia periodica di fossi, canali, foci e anche operazioni di dragaggio.

Qualcuno ha evocato l’immagine di un “nuovo carrozzone”, altri non vedono di buon occhio un’altra tassa; tutto legittimo, ma lo stato di abbandono degli ultimi vent’anni impone delle riflessioni e soprattutto impone di tornare a fare e fare subito; in questo momento non c’è nessun ente che si occupi del Trasimeno con possibilità di gestire risorse proprie e maestranze disponibili. Gli errori del passato devono insegnarci qualcosa e non precludere a prescindere. Vi invito a seguire un corso d’acqua che dall’Umbria va in Toscana e vi accorgerete che d’improvviso passerà da trascurato e chiuso dalla vegetazione a argini curati, senza arbusti e ricoperti d’erba che fa da filtro favorendo lo scivolamento dell’acqua. Questo perché c’è un consorzio che se ne prende cura.

Il portavoce del Movimento Il Lago Al Centro

Lago Trasimeno 24 Novembre 2025

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