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4 Commenti

  1. Forse vi è sfuggito che i tempi e costi sono differenti tu tra dragaggio e escavazione..
    Il la lavoro di dragaggio
    permette di estrarre sedimenti con maggior rapidità,
    Quello che con. Escavazione ci si mette 15 gg. Con il dragaggio lo fa in tre giorni.
    Come gia valutato da noto esperto che tutti conosciamo.
    E i costi sarebbero di gran lunga inferiori.

  2. Caro lettore, innanzi tutto ti ringrazio per il contributo alla discussione.
    Per entrare nell’argomento che hai messo all’attenzione credo sia fondamentale precisare quanto segue:
    Nei nostri contenuti non esprimiamo mai “pareri tecnici personali” per cercare di essere obiettivi ma soprattutto perché siamo dei cittadini normali che non hanno competenze specifiche.
    Il dibattito sull’argomento “dragaggi vs scavi” è un argomento di grande attualità i questi giorni e proprio per questo abbiamo ritenuto di fare degli approfondimenti per valutare se fosse opportuno o meno mettere in discussione le scelte tecniche effettuate dal Commissario Straordinario e dal suo Staff.
    Abbiamo ritenuto opportuno rivolgerci a professionisti del settore che fossero il più lontano possibile dal nostro territorio per evitare che potessero essere influenzati dalle scelte fatte sul Trasimeno.
    Le loro risposte e valutazioni sono riportate integralmente nell’articolo senza alcuna aggiunta fatta da noi.
    Ovviamente è facilmente ipotizzabile che vi possano essere differenze di costo tra le due modalità ma noi non ci siamo mai addentrati in questo territorio.
    Saremmo ovviamente felici di poter ospitare anche pareri diversi e discordanti rispetto a quelli che abbiamo raccolto in modo da poter dare un contributo costruttivo ai lavori che dovranno essere effettuati in futuro. Ci faccia avere i riferimenti dei professionisti che vorranno rendersi disponibili a rendere pubbliche le loro valutazioni tecniche.

  3. No Maria Grazia, nessuna ironia, non c’è nulla nell’attuale situazione del nostro lago che ci consenta di ironizzare o scherzare.
    Provo ad esprimere meglio quanto abbiamo scritto visto che è soggetto anche a questo tipo di interpretazione.
    Innanzi tutto chiariamo che nessuno dei cittadini che partecipa alle nostre iniziative si reputa esperto e/o qualificato per esprimere giudizi nel merito delle attività che vengono eseguite nel lago.
    Siamo tutte persone che eravamo, e siamo tuttora, stufe delle tante promesse alle quali hanno fatto seguito pochissimo se non nulla negli ultimi 20 anni.
    Ci siamo riuniti e stiamo cercando di organizzarci al meglio per far arrivare a chi “può e deve fare” quelle che sono le istanze del nostro territorio.
    Premesso questo vengo al punto:
    Quelli che abbiamo sentito non sono “nostri esperti” si tratta di due professionisti che abbiamo contattato dopo aver effettuato una ricerca nel Veneto (abbiamo scelto il Veneto per le caratteristiche di quel territorio); Non ne abbiamo selezionato due tra tanti dopo aver sentito le loro opinioni, abbiamo sentito il primo abbiamo raccolto la sua testimonianza poi ne abbiamo cercato un secondo e gli abbiamo posto le stesse domande. Le domande e le risposte sono riportate nell’articolo.
    Dal momento che le due opinioni erano sostanzialmente convergenti abbiamo deciso di pubblicarle.
    Nessuno di noi è in condizione di confermare ne confutare le opinioni di quei professionisti ne tantomeno siamo in condizione di escludere che possano esistere valutazioni discordanti se non addirittura opposte.

    Dal momento che Claudio nel suo intervento esprimeva un parere diverso da quanto riportato nell’articolo abbiamo chiesto il suo aiuto (e quello di chiunque altro voglia farlo) per provare a mettere dei punti fermi nelle varie discussioni e provare ad andare avanti. Oltre a scavi e dragaggi c’è tanto altro da fare.

    Sono anni che il lago è abbandonato a se stesso e nessuno se ne prende cura, abbiamo a portata di mano uno degli atenei più antichi e prestigiosi d’Italia è mai possibile che non si possano mettere in campo competenze d’eccellenza per affrontare le nostre emergenze? E’ possibile che dobbiamo continuare a parlare per sentito dire?
    Questa è la nostra posizione Maria Grazia e Le assicuro che sono più i dubbi ad attanagliarci che le certezze a consolarci.
    Di una cosa però siamo certi e cioè che ora che abbiamo “azzannato l’osso” non abbiamo intenzione di mollarlo, se lo facciamo in tanti non potranno far finta di nulla.
    Noi cerchiamo di essere credibili, cerchiamo di portare avanti critiche e richieste fondate su dati oggettivi. Se non dovessimo riuscire ci aspettiamo l’aiuto di tutti per migliorare e correggere il tiro.
    Siamo certi che SIAMO TUTTI DALLA PARTE DEL TRASIMENO.