Dragare o Scavare? Facciamo chiarezza sul Lago Trasimeno

Dragare o scavare?
Questo è il problema amletico che in questi giorni anima le discussioni sulle sponde del nostro lago. I lavori per riaprire porti e darsene sono iniziati, tra polemiche sul metodo e sui criteri di scelta. Non vogliamo alimentare la discussione, ma piuttosto provare a fare chiarezza.
Le scelte per questi primi lavori, sono state prese ad aprile, con la presentazione del “PIANO OPERATIVO DEGLI INTERVENTI VOLTI AL RIPRISTINO DELL’OFFICIOSITA’ IDRAULICA DEL LAGO TRASIMENO”. Si tratta di un cronoprogramma dettagliato che stabilisce tempi, costi e metodi di intervento, sancito dal DECRETO COMMISSARIALE n. 22 del 17 Aprile 2025. Eravamo presenti al momento della presentazione, però, c’erano due grandi assenti: la pulizia di fossi e canali e la scarsa disponibilità di fondi certamente insufficienti per affrontare le complesse e costose criticità del Trasimeno.
Noi sollevammo il problema ma constatammo pure l’inizio dei lavori in acqua dopo decenni.
I lavori in corso: priorità e costi
Ad oggi, la situazione non è molto cambiata, ma i lavori sono iniziati. La prima darsena a essere stata scavata è quella del Club Velico di Passignano, in questi giorni i lavori sono alla darsena Trovati di San Feliciano e il canale d’uscita del Club Velico Castiglionese. Quest’ultimo cantiere è particolarmente importante, poiché a fine settembre ospiterà un evento velico FIV con oltre 200 partecipanti.
La scelta delle priorità è stata determinata anche da questioni economiche. La darsena di Torricella, prevista inizialmente come terza, è stata al momento esclusa per i costi troppo onerosi. Verrà inserita nella prossima tranche in accordo con il gestore. È importante sapere che i gestori delle darsene, per contratto, devono occuparsi della manutenzione interna.
In una situazione di emergenza, chiedere loro di sostenere i costi di rimozione dei fanghi ci sembra assurdo, e lo abbiamo segnalato più volte al Commissario. La situazione emergenziale pur non riconosciuta ufficialmente dovrebbe essere trattata da tale tenendo conto, per esempio, che una darsena data in concessione con lo zero idrometrico e poco più di due metri d’acqua al suo interno, oggi, con -180 è normale che non sia navigabile, non è certo colpa del suo gestore.
Nel caso dei gestori della darsena Trovati e del Club Velico Trasimeno si è proseguito perché hanno accettato di sostenere i costi per la parte interna. A Castiglione, invece, i lavori riguarderanno solo l’area esterna del porto.

Dragare o Scavare? Le parole della gente e l’opinione degli esperti
“Solo i dragaggi vanno bene!”, “Se si deve scavare meglio non fare niente”, “Solo fumo negli occhi!”, “Così si fanno solo buchi nell’acqua!”. Queste sono solo alcune delle frasi che si leggono sui social e si sentono al bar. Ma chi le pronuncia sa davvero di cosa parla?
Per capirlo, ci siamo rivolti a professionisti esperti che operano al di fuori della nostra regione, nella Laguna Veneta e nel Delta del Po. Volevamo capire se i tecnici locali e il team del Commissario, esperti in lagune e acque basse, fossero davvero così sprovveduti. Abbiamo anche appurato che la ditta appaltatrice ha acquistato uno scavatore galleggiante.
Il nostro movimento, Il Lago al Centro, ha come obiettivo primario quello di monitorare, informare e fare chiarezza. Ecco cosa abbiamo scoperto grazie ai pareri di esperti indipendenti.
Dragare vs Scavare: una definizione
Per prima cosa, abbiamo chiesto all’intelligenza artificiale di definire i due termini:
- Dragare: Si tratta della rimozione di sedimenti come sabbia, fango e detriti dal fondale. Si utilizza una draga, una macchina specializzata che aspira o scava i sedimenti. È un metodo ideale per mantenere la profondità dei canali navigabili.
- Scavare: Consiste nella rimozione di materiale solido come terra o roccia per creare un canale. Si usano escavatori e altre macchine, ed è l’opzione migliore per creare nuovi canali o bocche di porto.
In sintesi, il dragaggio è più adatto per i sedimenti soffici, mentre lo scavo è preferibile per il materiale solido. Nel nostro caso, per ripristinare le bocche di porto ostruite, entrambi i metodi possono essere validi a seconda della situazione specifica.
Interviste agli esperti
Il primo che abbiamo intervistato è l’Ing. Paolo della Laguna Veneta e dopo avergli descritto il lago, che comunque conosceva per caratteristiche, lo abbiamo informato sullo stato in cui versa facendo anche un po’ di storia.
In questi giorni partono lavori di scavo con escavatore galleggiante per riaprire le bocche di porto insabbiate, è giusto adottare questo metodo o meglio dragare?
Sul risultato finale da raggiungere non ci sono differenze sostanziali anzi, a lavoro finito sono irrilevanti, scavare è più costoso se si devono fare ampi spazzi e migliaia di metri cubi di fanghi e detriti. L’utilizzo dello scavatore galleggiante è molto selettivo ma produce un forte intorbidamento delle acque per una vasta zona intorno al cantiere ed è per questo che di solito viene circoscritto con barriere galleggianti che attenuano il problema. Con lo scavatore si rimuove quasi esclusivamente la parte solida e una minima quantità d’acqua mentre dragando si sposta oltre l’80% di acqua che serve per far scorrere fanghi e detriti sui tubi. Se come mi hai detto, i fanghi devono essere caricati su camion per essere posti a decantare su appositi siti, dragare significherebbe portare a terra i fanghi, lasciarli decantare qualche ora per poi ricaricarli sui camion e portarli a destinazione. Altrimenti trasporteresti molta acqua.
Allora quando si draga?
Si draga quando puoi spostare i fanghi rimettendoli nel lago o in vasche di decantazione poste ad una distanza non superiore a qualche centinaio di metri, si può andare oltre ma bisogna fare un punto di ripompaggio. Con la draga fai superfici ampie, rimuovi più velocemente i fanghi ma devono esserci le condizioni per farlo.
Ma allora non c’è proprio differenza nella durata del lavoro?
Direi di no, se togli 1000 metricubi in un modo o nell’altro sempre 1000 sono, semmai, con lo scavatore si può riformare qualcosa in più perché tutto quello che andrà in sospensione poi si depositerà ma nulla più. Forse la differenza vera è che con la draga asporti solo la parte mobile non intaccando un eventuale fondale duro, lo scavatore è meno delicato ma poi dipende dall’operatore e dal tipo di benna che monta. Il Dragaggio permette di stabilire una quota di fondale ed essere più precisi nel rispettarla. Scavando si possono formare inizialmente delle buche che poi si livellano da sole. La cosa importante è asportare i metricubi previsti dal progetto.
Dragare o scavare può essere meglio o peggio rispetto ai costi ma quelli vanno valutati in base al lavoro da fare e soprattutto dalla quantità di metri cubi da tirar via. Certo è che dragare o scavare va fatto continuamente, appena il problema si ripresenta, 2-3 anni massimo è quanto può reggere su fondali così fluidi e acque basse tipiche del Lago Trasimeno.
Poi abbiamo sottoposto domande simili ad un altro tecnico, Sig. Nicola Ferrari, Ingegnere Idraulico e Navale
In questi giorni partono lavori di scavo con escavatore galleggiante per riaprire le bocche di porto insabbiate, è giusto adottare questo metodo o meglio dragare?
L’asportazione di sedimenti comunque aumenta la fruibilità delle darsene ma le quantità devono essere previste come profondità e localizzazione con un progetto di dragaggio e batimetrie precise ed estese oltre alla bocca di porto
Quale è la differenza vera tra Dragare e Scavare?
la differenza è operativa, dipende dal mezzo da utilizzare e la tecnologia di trasporto del sedimento, idraulica con pompe e tubazioni o meccanica con autotreni o bettoline.
Tra le due soluzioni, quale è la più duratura nel tempo?
Si può arrivare allo stesso risultato scavando o dragando. Il mezzo più efficiente e meno costoso che realizza le richieste del progetto è da preferire. Il progetto e le quantità di materiale asportato condizionano la durata nel tempo, come le condizioni ambientali al contorno.
Quale la più economica?
Le draghe di solito sono attrezzature specifiche ed hanno costi di asportazione del sedimento più ridotti (il dragaggio idraulico con draghe aspirano refluenti è continuo mentre lo scavo con escavatori è discontinuo. Ma le quantità del progetto di scavo condizionano i mezzi da utilizzare

Conclusioni: entrambi i metodi sono validi
Da queste prime risposte, emerge una verità inaspettata: entrambi i metodi sono validi e funzionali. Le critiche a prescindere sono ingiustificate, poiché l’efficacia di un metodo rispetto all’altro dipende dalle condizioni specifiche, dai costi e dalle quantità di materiale da rimuovere. Ci siamo resi conto che criticare senza informarsi è sbagliato.
Se si asportano 1000 metri cubi di materiale, che sia scavando o dragando, l’obiettivo è raggiunto. La vera differenza sta nella gestione operativa e logistica. In autunno, li abbiamo invitati al Trasimeno per una ricognizione visiva e documenti alla mano, vi daremo dettagli maggiori a breve.
Siamo aperti a divulgare anche pareri diversi purché autorevoli, la nostra mail è info@illagoalcentro.it
Il vostro contributo è fondamentale per fare luce su queste questioni.
Marcello, portavoce de Il Lago al Centro.

Forse vi è sfuggito che i tempi e costi sono differenti tu tra dragaggio e escavazione..
Il la lavoro di dragaggio
permette di estrarre sedimenti con maggior rapidità,
Quello che con. Escavazione ci si mette 15 gg. Con il dragaggio lo fa in tre giorni.
Come gia valutato da noto esperto che tutti conosciamo.
E i costi sarebbero di gran lunga inferiori.
Caro lettore, innanzi tutto ti ringrazio per il contributo alla discussione.
Per entrare nell’argomento che hai messo all’attenzione credo sia fondamentale precisare quanto segue:
Nei nostri contenuti non esprimiamo mai “pareri tecnici personali” per cercare di essere obiettivi ma soprattutto perché siamo dei cittadini normali che non hanno competenze specifiche.
Il dibattito sull’argomento “dragaggi vs scavi” è un argomento di grande attualità i questi giorni e proprio per questo abbiamo ritenuto di fare degli approfondimenti per valutare se fosse opportuno o meno mettere in discussione le scelte tecniche effettuate dal Commissario Straordinario e dal suo Staff.
Abbiamo ritenuto opportuno rivolgerci a professionisti del settore che fossero il più lontano possibile dal nostro territorio per evitare che potessero essere influenzati dalle scelte fatte sul Trasimeno.
Le loro risposte e valutazioni sono riportate integralmente nell’articolo senza alcuna aggiunta fatta da noi.
Ovviamente è facilmente ipotizzabile che vi possano essere differenze di costo tra le due modalità ma noi non ci siamo mai addentrati in questo territorio.
Saremmo ovviamente felici di poter ospitare anche pareri diversi e discordanti rispetto a quelli che abbiamo raccolto in modo da poter dare un contributo costruttivo ai lavori che dovranno essere effettuati in futuro. Ci faccia avere i riferimenti dei professionisti che vorranno rendersi disponibili a rendere pubbliche le loro valutazioni tecniche.
Sbaglio o la battuta finale vuol essere ironica? Aspettate dal lettore che porti esperti per confutare quanto esposto da voi sentito i vostri esperti?
No Maria Grazia, nessuna ironia, non c’è nulla nell’attuale situazione del nostro lago che ci consenta di ironizzare o scherzare.
Provo ad esprimere meglio quanto abbiamo scritto visto che è soggetto anche a questo tipo di interpretazione.
Innanzi tutto chiariamo che nessuno dei cittadini che partecipa alle nostre iniziative si reputa esperto e/o qualificato per esprimere giudizi nel merito delle attività che vengono eseguite nel lago.
Siamo tutte persone che eravamo, e siamo tuttora, stufe delle tante promesse alle quali hanno fatto seguito pochissimo se non nulla negli ultimi 20 anni.
Ci siamo riuniti e stiamo cercando di organizzarci al meglio per far arrivare a chi “può e deve fare” quelle che sono le istanze del nostro territorio.
Premesso questo vengo al punto:
Quelli che abbiamo sentito non sono “nostri esperti” si tratta di due professionisti che abbiamo contattato dopo aver effettuato una ricerca nel Veneto (abbiamo scelto il Veneto per le caratteristiche di quel territorio); Non ne abbiamo selezionato due tra tanti dopo aver sentito le loro opinioni, abbiamo sentito il primo abbiamo raccolto la sua testimonianza poi ne abbiamo cercato un secondo e gli abbiamo posto le stesse domande. Le domande e le risposte sono riportate nell’articolo.
Dal momento che le due opinioni erano sostanzialmente convergenti abbiamo deciso di pubblicarle.
Nessuno di noi è in condizione di confermare ne confutare le opinioni di quei professionisti ne tantomeno siamo in condizione di escludere che possano esistere valutazioni discordanti se non addirittura opposte.
Dal momento che Claudio nel suo intervento esprimeva un parere diverso da quanto riportato nell’articolo abbiamo chiesto il suo aiuto (e quello di chiunque altro voglia farlo) per provare a mettere dei punti fermi nelle varie discussioni e provare ad andare avanti. Oltre a scavi e dragaggi c’è tanto altro da fare.
Sono anni che il lago è abbandonato a se stesso e nessuno se ne prende cura, abbiamo a portata di mano uno degli atenei più antichi e prestigiosi d’Italia è mai possibile che non si possano mettere in campo competenze d’eccellenza per affrontare le nostre emergenze? E’ possibile che dobbiamo continuare a parlare per sentito dire?
Questa è la nostra posizione Maria Grazia e Le assicuro che sono più i dubbi ad attanagliarci che le certezze a consolarci.
Di una cosa però siamo certi e cioè che ora che abbiamo “azzannato l’osso” non abbiamo intenzione di mollarlo, se lo facciamo in tanti non potranno far finta di nulla.
Noi cerchiamo di essere credibili, cerchiamo di portare avanti critiche e richieste fondate su dati oggettivi. Se non dovessimo riuscire ci aspettiamo l’aiuto di tutti per migliorare e correggere il tiro.
Siamo certi che SIAMO TUTTI DALLA PARTE DEL TRASIMENO.